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Thursday, 29/06/2017

La nutrizionista: «Respiriani? Senza mangiare mettono a rischio la salute di tutti»
Che non si viva di sola aria non è un detto bensì una realtà scientificamente provata. A metterla in discussione sono in questi giorni Akahi Ricardo, 36, e Camila Castello, 34, che vivono tra l'Ecuador e la California, dove tengono corsi di «respirianesimo», ovvero insegnano, raccontando la loro esperienza, come «nutrirsi della sola energia sprigionata dall'universo». «Mangiamo occasionalmente se per esempio siamo in compagnia di altre persone o se semplicemente vogliamo assaggiare un frutto», hanno spiegato al Daily Mail, dopo aver dichiarato di non aver assunto cibo per tre anni. Non sono i primi a predicare questo stile di vita che si ricollega principalmente all'ascetismo orientale, tra le più note sostenitrici della nutrizione pranica ci sono l'australiana Ellen Grave e la tedesca Teresa Neumann ma è bene sottolineare che si tratta di casi ancora in osservazione e per cui non sono state prodotti rilevanze scientifiche di nessun tipo. «Per la sopravvivenza è necessario alimentarsi e bere acqua», ribadisce la dottoressa Rosa Lenoci, presidente ABNI, Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani. «Queste fantomatiche realtà sono da prendere con le pinze ma sono soprattutto molto pericolose per gli adolescenti, per le personalità di tipo anoressico o con disturbi alimentari». Prima di abbracciare questa pratica estrema Ricardo e sua moglie erano vegetariani, poi hanno scelto di mangiare solo frutta, fino ad eliminarla dopo un viaggio in Sud America nel 2008. «L'evoluzione umana ci dice tutto il contrario - continua la dottoressa Lenoci - l'uomo si è evoluto quando si è allontanato da un regime vegetariano e ha iniziato a mangiare la carne. Questa è biologia, è scientificamente dimostrato tutto ciò. Il nostro cervello si è sviluppato quando l'alimentazione si è arricchita di alimenti animali. Basta sapere che da Lucy la nostra antenata, un ramo è andato verso l'homo sapiens ed è quello che ha cominciato a diversificare l'alimentazione mentre l'altro si è estinto, ed era quello delle scimmie antropomorfe ruminanti, si nutrivano di radici. Quindi ribadisco che se ogni tanto c'è un santone o un mistico che prova questa esperienza non deve fare scuola perché lancia messaggi molto pericolosi». Anche in gravidanza, Camila, non avrebbe ingerito cibo per più di cinque volte nell'arco dei nove mesi di gestazione. «È assurdo - aggiunge la dottoressa Lenoci - ciò che lei dice non fa testo, un'esperienza di questo tipo deve essere documentata scientificamente. Non si può credere a quello che si dice. Una situazione gravidica è ancora più delicata quindi quest'affermazione è ancora più grave. Sappiamo bene come nascono i bambini nei posti dove c'è la fame nel mondo, soffrono di malnutrizione, hanno gravi problematiche legate proprio alla carenza di alimenti. Basti pensare quanto è importante per esempio l'acido folico, tanto che vien fatto assumere per prevenire la spina bifida, o la vitamina b12 che si trova solo in alimenti di tipo animale». Camila e suo marito oggi si alimentano mangiando frutta e brodo vegetale tre volte a settimana. «C'è chi controlla il respiro, il battito cardiaco con la meditazione ma questa è un'altra storia e soprattutto non è una pratica che si può fare per tutta la vita. Chi si dedica tutto il giorno alla meditazione è evidente che ha meno esigenze caloriche di una persona che va in ufficio tutte le mattine. Noi siamo onnivori, gli alimenti vanno consumati tutti in giuste quantità, la cosa importante è riuscire a tornare al cibo naturale piuttosto che a quello industriale. Tuttavia ogni scelta estrema è da condannare perché mette a rischio la salute della comunità intera.
Fonte
vanityfair.it

Wednesday, 28/06/2017

Sviluppato un vaccino contro il colesterolo: al via i test clinici
Un gruppo di ricercatori europei ha sviluppato e sperimentato con buoni risultati sugli animali un vaccino contro il colesterolo i danni vascolari ad esso collegati. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sull'European Heart Journal, in cui si annuncia l'avvio di test clinici su pazienti umani. Il vaccino, denominato AT04A, induce l'organismo a sviluppare anticorpi contro una molecola "cattiva", l'enzima PCSK9, che ostacola la ripulitura del sangue dall'eccesso di colesterolo cattivo, il cosiddetto Ldl. Annientando l'enzima PCSK9, l'organismo vaccinato diviene più efficiente nel ripulire i vasi sanguigni dal colesterolo cattivo in eccesso. Nei topi da laboratorio, il vaccino ha ridotto del 53% il livello complessivo di colesterolo, del 64% il danno ai vasi sanguigni e del 21-28% le molecole che indicano presenza di infiammazione. La ricerca potrebbe rappresentare una soluzione a lungo termine per tutti coloro che, per motivi ereditari o a causa di un'alimentazione scorretta, sono costretti ad assumere ogni giorno farmaci contro il colesterolo alto, che in alcuni casi possono anche procurare gravi effetti collaterali. "Se i risultati saranno confermati anche sull'uomo - spiega lo scienziato Gunther Staffler - e se l'effetto del vaccino perdura a lungo dopo la somministrazione, si potrà sviluppare una terapia a lungo termine che, dopo la prima dose, necessiterà di una sola altra somministrazione nell'arco dell'anno".
Fonte
tgcom24.mediaset.it

Tuesday, 27/06/2017

Le dritte per perdere peso velocemente
L'estate sta arrivando, e con essa anche la voglia di rimettersi in forma: come fare se durante l'anno si è "guadagnato" qualche chilo di troppo? Seguendo alcune semplici accortezze. Ci sentiamo sempre dire che perdere peso è un processo lungo e che se si dimagrisce velocemente si rischia di riacquistare i chili persi altrettanto rapidamente. In realtà questo non è sempre vero: se si inizia da subito ad assumere delle buone abitudini - che poi si devono mantenere nel tempo - è possibile svegliare il metabolismo ed eliminare il grasso in eccesso in breve tempo. La prima regola per dimagrire in fretta è sempre la stessa: fare una costante attività fisica, meglio se giornaliera. Il segreto per svegliare il metabolismo è andare a correre mezzora la mattina appena svegli, meglio ancora se prima di fare colazione: in ogni caso lo sport deve rientrare nella vostra routine quotidiana, soprattutto se fate un lavoro sedentario. Evitate gli ascensori, prediligete lunghe passeggiate per andare al lavoro e, quando potete, lasciate la macchina a casa. Per quanto riguarda invece l'alimentazione, tutti i nutrizionisti consigliano sempre la stessa cosa: fare cinque pasti al giorno, di cui tre principali e due spuntini (in cui è concesso mangiare solo frutta o verdura cruda). Evitate i latticini e i formaggi, i dolci, i cibi grassi, le bevande zuccherine, i carboidrati e l'alcol. Limitate la pasta o il riso a massimo due volte la settimana e prediligeteli integrali per favorire la digestione: per quanto riguarda gli altri alimenti variate il più possibile, ricordando però un semplice schema. Carne rossa una volta a settimana, tanto pesce bianco (evitate il salmone e il tonno) e carne magra. Mangiate legumi massimo una volta a settimana e sempre in porzioni non molto abbondanti (massimo 80g). Avete paura di alzarvi da tavola con lo stomaco vuoto? C'è una cosa su cui potrete esagerare senza controllare le quantità: le verdure, meglio se lesse o al vapore. Uno dei segreti per dimagrire in fretta e imparare a mangiare sano sta anche nel sapere come condire i piatti: non ha senso mangiare solo verdura se poi si abbonda con burro e olio. Dite addio al soffritto e ai sughi abbondanti, meglio puntare sulla leggerezza e sulla semplicità. I nutrizionisti consigliano di usare un cucchiaio di olio a crudo a pranzo e uno a cena e di usare poco sale: un segreto per insaporire i vostri pasti? Le spezie. Ultimo consiglio, ma non meno importante: bevete almeno due litri di acqua al giorno e tanto tè verde. Vi aiuterà a eliminare quella terribile ritenzione idrica!
Fonte
benessereblog.it

Tuesday, 27/06/2017

Ipertensione arteriosa, il 50% dei pazienti sospende la cura dopo il primo anno
Seguire la terapia prescritta anche se non si hanno sintomi, anche se ci si sente sani. Anche se si stanno già assumendo altri farmaci per patologie concomitanti". Questo il messaggio che la Società Europea di Ipertensione (ESH) affida alle parole del presidente, Enrico Agabiti Rosei. Un messaggio forte e chiaro lanciato in occasione dell'apertura del suo 27°congresso, che vedrà nei prossimi due giorni, a Milano, la partecipazione di oltre 3.000 esperti provenienti da 34 Paesi. L'ipertensione, la pressione arteriosa alta, è una condizione cronica che interessa circa un terzo della popolazione adulta in Italia, un quadro che non si discosta molto da quello dell'intera Europa, dove appunto un adulto su tre, indipendentemente dal sesso, risulta iperteso. Il numero degli ipertesi, inoltre, sembra destinato a salire a causa dell'invecchiamento generale della popolazione. Pur non essendo propriamente una malattia, "l'ipertensione arteriosa è il fattore di rischio più importante per le patologie cardiovascolari, che come è noto sono la prima causa di morbilità e mortalità nel mondo", spiega Agabiti Rosei: "Come causa di eventi fatali e non fatali, l'ipertensione arteriosa ha infatti superato altri fattori di rischio, quali il fumo di tabacco e l'inquinamento atmosferico". Nonostante ciò, l'ipertensione arteriosa è troppo spesso sottovalutata sia dai pazienti sia dai medici. Nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione asintomatica, o che dà sintomi clinici aspecifici (come generici mal di testa), ma in realtà provoca cambiamenti funzionali e strutturali a diversi organi, in primis arterie e vasi sanguigni, cuore e rene, predisponendo in sostanza a più gravi conseguenze a livello cardiocircolatorio. Diversi studi osservazionali indicano, infatti, che solo una minima parte dei pazienti ipertesi mantiene la propria pressione arteriosa sotto controllo. Secondo Giuseppe Mancia, presidente del meeting EHS, esistono diverse spiegazioni del fenomeno: una carenza dei sistemi sanitari in fatto di cure delle malattie cardiovascolari, il mancato aggiornamento dei medici che ricorrono a terapie datate e scarsamente efficaci, ma anche l'inerzia terapeutica, cioè la tendenza di alcuni professionisti ad attendere l'evoluzione dei parametri prima di prescrivere una terapia, anche di fronte a situazioni che necessiterebbero dell'assunzione di farmaci. Il problema principale però è la mancata aderenza alla terapia da parte dei pazienti. "I dati amministrativi della Regione Lombardia - afferma Mancia - indicano che il 40% circa dei pazienti ipertesi dopo la diagnosi non rinnova la prescrizione dei farmaci. Una situazione che si può estendere tranquillamente a tutto il territorio nazionale". "Molti pazienti ritengono erroneamente che una volta normalizzata la pressione si possa sospendere la cura", aggiunge Agabiti Rosei: "In Europa si spendono ogni anno circa 200 miliardi per il trattamento delle malattie cardiovascolari che in gran parte sono correlate all'ipertensione. Per tutti questi motivi la prevenzione e l'intervento precoce per mettere sotto controllo la pressione arteriosa dovrebbero essere messi al centro delle strategie di salute pubblica delle istituzioni". Urge dunque, per gli esperti, un confronto su come incrementare l'aderenza alle cure da parte dei pazienti europei, anche per abbattere l'enorme spesa sanitaria sostenuta per le malattie cardiovascolari (si è parlato di un risparmio di 2 milioni e mezzo di euro l'anno solo in Lombardia). "La semplificazione della terapia con l'impiego di associazioni di farmaci in un'unica pillola potrebbe essere un'ottima soluzione - conclude Agabiti Rosei: "L'ipertensione è un problema più frequente nella terza età e in Italia un paziente su due dopo i 65 anni è iperteso. Si tratta di malati spesso con altre patologie e che quindi sono costretti ad assumere più compresse contemporaneamente. Un ulteriore aiuto può arrivare dall'uso delle nuove tecnologie, dai dispositivi elettronici e dalla telemedicina, che possono aiutare a incentivare i pazienti ad assumere regolarmente la cura".
Fonte
repubblica.it
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