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Saturday, 04/02/2012
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 | Giornata Mondiale contro il Cancro |
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L'Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS, calcola che saranno più di 80.000 le persone che perderanno la vita a causa di una patologia oncologica fra il 2005 ed il 2015.
La prevenzione e le strategie per migliorare la qualità della vita dei malati sono gli spunti prioritari di riflessione di questa giornata.
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Fonte
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Agendasalute.paginemediche.it
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Saturday, 04/02/2012
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 | Componenti del caffè utili contro il diabete |
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Il consumo di caffè decaffeinato può migliorare il metabolismo energetico del cervello associato al diabete di tipo 2, che aumenta il rischio di demenza e di altre patologie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nutritional Neuroscience.
I ricercatori del Mount Sinai School of Medicine di New York hanno cercato di capire se l'integrazione alimentare con una preparazione standardizzata di caffè decaffeinato prima dell'insorgenza del diabete potesse migliorare la resistenza all'insulina e l'utilizzazione del glucosio in alcuni topi, somministrando il caffè per cinque mesi e valutando la risposta genetica del cervello.
Hanno trovato che nei topi il cervello era in grado di metabolizzare il glucosio in modo più efficace e di utilizzarlo per produrre energia cellulare.
L'utilizzazione del glucosio nel cervello si riduce nelle persone con diabete di tipo 2 e spesso questo causa problemi neurocognitivi.
Se l'assunzione di caffè non è raccomandata a tutti poiché è associata a dei rischi per la salute cardiovascolare, come il colesterolo e la pressione sanguigna alti, entrambi i quali portano ad un aumentato rischio di malattie cardiache, ictus, e morte prematura. Questi effetti negativi del caffè sono stati attribuiti principalmente all'alto contenuto di caffeina.
La nuova ricerca è la prova che alcuni dei componenti del caffè forniscono benefici per la salute.
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Fonte
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In-dies.info
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Friday, 03/02/2012
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 | Protesi mammarie, paga il Ssn |
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Il servizio sanitario nazionale si farà carico delle sostituzioni delle protesi Pip anche per le pazienti che le hanno impiantate per motivi estetici laddove ci sarà, così come indicato dal Consiglio superiore di Sanità, «l'indicazione clinica specialistica». Lo ha detto il ministro della Salute, Renato Balduzzi, in audizione al Senato, sottolineando che comunque non ci sono «evidenze di maggior rischio cancerogeno» ma di «maggior rischio rottura e reazioni infiammatorie» al gel contenuto nelle Pip.
Un'audizione attesa, quella del ministro, da almeno 4525 donne, che hanno impiantato le protesi Pip.E questa mattina il ministro incontrerà i rappresentanti delle Regioni per individuare una ulteriore strategia per la raccolta dei dati, perchè la stima del ministero sugli interventi effettuati non corrisponde ai dati ufficiali inviati dalle regioni.
I chirurghi non ci stanno ad essere additati come approfittatori, che si sarebbero arricchiti utilizzando protesi low cost risultate difettose. E ieri hanno presentato un esposto contro la società francese Pip e l'ente di controllo tedesco.
Mario Pelle Ceravolo è vicepresidente di Aicpe, che riunisce chirurghi plastici: "Quelle protesi erano in uso da undici anni, e pensi che lo studio australiano che le aveva esaminate attribuiva alle Pip ipotesi di rottura inferiore rispetto ad altre. Quindi non potevamo pensare che fossero a rischio. E non c'è uno studio che ci dica che siano pericolose".
Intanto però ci sono donne che vivono nell'angoscia totale.
Le protesi usurate o danneggiate vanno cambiate, ma quelle sane no, basta monitorarle. In Italia si fanno dai 40 mila ai 55 mila interventi l'anno di protesi al seno, solo qualcuna si è fatta prendere dall'ansia, per fortuna.
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Fonte
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Metronews.it
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Friday, 03/02/2012
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 | Alzheimer: studio italiano brevetta un possibile vaccino |
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Buone notizie per i pazienti affetti dal morbo di Alzheimer: uno studio italiano ha brevettato il possibile vaccino. Quest'ultimo è costituito da una sostanza ottenuta dopo anni di ricerche. Infatti, è da circa 10 anni che gli studiosi cercano una soluzione, come un vaccino, che riesca a combattere e a prevenire l'Alzheimer. La necessità tempestiva è data dalla diffusione e gravità di questa patologia, che purtroppo, è invalidante e, in alcuni casi, anche letale.
La scoperta della molecola in questione si deve ad un gruppo di scienziati italiani che hanno depositato il brevetto all'Istituto di Genetica e Biofisica (Igb-Cnr) e all'Istituto di Biochimica delle Proteine (Ibp-Cnr) del Cnr. Questa sostanza è stata ottenuta unendo un piccolo frammento di proteina beta-amiloide (peptide che si accumula nel cervello delle persone affette dalla patologia) insieme a una proteina antibatterica. Questi due elementi si uniscono formando una struttura molto simile a un virus. Dopo di che gli studiosi hanno aumentato l'efficacia terapeutica e ridotto i possibili effetti collaterali. L'azione di questa sostanza, caratteristica del vaccino, è quella di innescare la risposta immunitaria nei confronti della proteina beta-amiloide.
Per ora lo studio è nella fase pre-clinica, e si sta conducendo sugli animali (i topi) normali. A questi ultimi, in questa prima fase, si somministra il vaccino; dopo di che, in topi transgenici, si testeranno l'efficacia terapeutica ed eventuali effetti collaterali. Grazie a questo studio si potrà ottenere il vaccino finale per prevenire l'Alzheimer. Le ricerche successive si baseranno sul perfezionamento della terapia, ossia diretta su bersagli specifici.
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Fonte
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Tantasalute.it
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