image slider by WOWSlider.com v8.7.1m
Ultime Novità

Friday, 18/08/2017

Spinaci e avocado, la coppia miracolosa per il tuo cervello
Se siete in cerca di un alimento che possa essere salutare anche per il cervello e le funzioni cognitive, la risposta potrebbe trovarsi negli spinaci e nell'avocado. A suggerirlo è un nuovo studio condotto dai ricercatori dell'Università dell'Illinois di Urbana-Champaign (Usa), pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Aging Neuroscience. Nello studio si mostra come la presenza in spinaci e avocado di una sostanza chiamata luteina possa fare 'miracoli' per le abilità e le funzioni di pensiero complessivo, rendendo anche il cervello delle persone di mezza età attivo come quello dei giovani. In più questi due vegetali forniscono altri elementi fondamentali per il buon funzionamento dell'organismo come vitamine, Sali minerali, proteine e altre sostanze nutritive. Insomma, una coppia che non dovrebbe mai mancare nella propria dieta. La 'magica' luteina Un po' come per la vitamina D, anche la luteina è una sostanza nutritiva che il corpo umano non può produrre da sé. Questa sostanza è sintetizzata quasi esclusivamente dalle piante. Per questo motivo è necessario assumerle per poterne beneficare. In particolare, la luteina si trova in grandi quantità nelle verdure a foglia verde, tra cui appunto spinaci e avocado. Ma la troviamo peraltro anche in cavoli, carote, mais, prezzemolo, broccoli. Nel mondo animale, fa eccezione l'uovo - che anch'esso ne contiene una discreta quantità. Nota per essere benefica per la vista e la pelle, il carotenoide luteina ancora non si sapeva potesse avere un effetto salutare per il cervello. Cosa scoperta proprio con questo nuovo studio. Sono altresì note le sue proprietà antiossidanti e contro l'invecchiamento in generale. Infine, è fondamentale in gravidanza, poiché concorre al corretto sviluppo dell'apparato visivo del feto. Fa bene al cervello Per dimostrare che la luteina fa anche bene al cervello, i ricercatori statunitensi hanno coinvolto 60 adulti di età compresa tra i 25 e i 45 anni. L'analisi delle funzioni cognitive ha permesso agli autori di scoprire che le persone di mezza età con livelli superiori di luteina avevano risposte neurali trovate essere più in linea con individui più giovani piuttosto che con i loro coetanei. In pratica il loro cervello era più giovane. «Quando le persone invecchiano - spiega la dott.ssa Anne Walk, autrice principale dello studio - sperimentano un declino [cognitivo] tipico, ma la ricerca ha dimostrato che questo processo può iniziare prima del previsto. Puoi anche iniziare a vedere alcune differenze già a 30 anni». Protegge dal declino cognitivo Il ruolo della dieta nella salute delle persone è ormai ampiamente dimostrato, e questo ruolo permane tutta la vita. La stessa che avviene nell'organismo coinvolge anche il cervello. «Vogliamo capire - ha aggiunto Walk - come la dieta influenza la cognizione per tutta la durata della vita. Se la luteina può proteggere contro il declino, dobbiamo incoraggiare le persone a consumare cibi ricchi di luteina a un certo punto della loro vita, quando si ha il massimo beneficio». Lo studio Per valutare i livelli di luteina presenti nell'organismo dei partecipanti allo studio, i ricercatori hanno analizzato quelli presenti negli occhi, dove questa sostanza si accumula. Questo ha permesso di eseguire dei test non invasivi ma affidabili. Durante i test cognitivi, ai partecipanti è stata misurata l'attività neurale nel cervello per mezzo di elettrodi fissati sul cuoio capelluto. Si è così scoperto che i soggetti con più alti livelli di luteina avevano risposte e funzioni cognitive pari a coloro che erano anche di vent'anni più giovani, rispetto ai loro coetanei che avevano meno presenza di luteina negli occhi - e dunque nell'organismo. In definitiva, i ricercatori ritengono che le persone dovrebbe seguire una dieta che fornisca le giuste quantità di questa utile sostanza.
Fonte
diariodelweb.it

Thursday, 17/08/2017

Anche i farmaci soffrono il gran caldo
"Leggere attentamente il foglietto illustrativo". Eppure non lo facciamo quasi mai. Sbagliando a conservare e trasportare i farmaci. "Con l'estate - avverte Mario Melazzini, direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) - il caldo può influire sui meccanismi di azione e sull'assorbimento dei medicinali, alterandone di conseguenza il funzionamento. Alcune cattive abitudini potrebbero ridurne l'efficacia, la qualità e la sicurezza". Per questo Aifa pubblica ogni anno un dossier dedicato al problematico rapporto tra farmaci ed estate, scaricabile dal sito, con alcune semplici regole. "Ricordando, tuttavia, di consultare il medico o il farmacista nei casi in cui i medicinali appaiano diversi dal solito per aspetto, colore e a volte anche per odore", precisa Melazzini. Come conservare i farmaci. La raccomandazione generale è conservare i farmaci a una temperatura inferiore ai 25°C. Prassi semplice da rispettare in casa, ma non durante i viaggi. Un paio di giorni a temperature più elevate in genere non pregiudicano la qualità del farmaco ma periodi più lunghi ne riducono considerevolmente la scadenza. Attenzione perciò a non dimenticare i farmaci in auto, specie se al sole; a non riporli nel bagagliaio; a non mescolarli tra di loro senza confezione e riporli in un contenitore termico per minimizzare gli sbalzi di temperatura. E, nel caso di viaggi aerei, imbarcarli nel bagaglio a mano. Se il farmaco è presente in diverse formulazioni, preferire quelle solide: le liquide soffrono di più le alte temperature. I farmaci per la tiroide, i contraccettivi e altri che contengono ormoni sono particolarmente sensibili alle variazioni di temperatura mentre quelli a base di insulina devono essere conservati rigorosamente in frigorifero e mai nel congelatore. L'integrità. "La scadenza è determinata da studi di stabilità basati sulla conservazione del farmaco in condizioni ambientali diverse - chiarisce Luisa Valvo, responsabile del dipartimento del farmaco all'Istituto superiore di Sanità - la data si riferisce alla confezione integra, comprensiva dell'astuccio di cartone esterno". L'errore più frequente è portare con sé solo la dose necessaria per la vacanza: uno strappo maldestro del blister può causare l'impercettibile rottura delle cavità che garantiscono l'integrità delle compresse, esponendole ad umidità e quindi alla possibile alterazione. Che, nel migliore dei casi, riduce l'efficacia del farmaco e, nel peggiore, può dare luogo a effetti avversi anche gravi: con la degradazione del principio attivo si formano prodotti secondari più o meno tossici. Un capitolo a parte quello degli antibiotici, specie se iniettabili. "La degradazione anche parziale del principio attivo può tradursi nell'assunzione di un dosaggio insufficiente e quindi innescare fenomeni di resistenza", continua Valvo. E l'armadietto dei medicinali - nonostante il nome - resta il posto peggiore per conservare i farmaci. L'elevata umidità del bagno non perdona.
Fonte
repubblica.it

Wednesday, 16/08/2017

Alzheimer, come tenerlo lontano con lo stile di vita
In tutto i fattori di rischio a cui prestare attenzione sono nove, tra cui ridurre il fumo, curare la depressione, aumentare l'attivita' fisica e prevenire o curare bene il diabete. Tutti stili di vita che, se adottati sin da giovani, possono arrivare a ridurre i casi di demenza del 15%. Ad affermarlo è una commissione internazionale di esperti voluta dalla rivista Lancet ha identificato tutti i fattori per ridurne i casi di oltre un terzo (-35%). Il rapporto della rivista britannica è stato presentato alla conferenza della Alzheimer's Association International a Londra, dove sono stati illustrati numerosi studi scientifici sull'Alzheimer con l'obiettivo di arrivare a metodi semplici e low cost per la diagnosi precoce della malattia e a nuove terapie. E' emerso che aumentando il livello di istruzione sin dall'infanzia, evitando danni all'udito, prevenendo ipertensione e obesità nella vita adulta, i casi di demenza si potrebbero ridurre del 20%. Ridurre il fumo, curare la depressione, aumentare l'attività fisica e i contatti sociali e prevenire o curare bene il diabete può invece ridurre i casi di un altro 15%. Un recente studio ha scoperto che una scarsa qualità del sonno aumenta i livelli di proteine tau nel cervello, associate alla demenza e all'Alzheimer. In tutto il mondo sono circa 47 milioni le persone che soffrono oggi di demenza, considerata la piaga dell'epoca moderna e di cui è stata recentemente individuata l'origine nel cervello. Ma si stima che potrebbero toccare la vetta dei 115 milioni entro il 2050. Se finora gli studi si sono concentrati soprattutto sui farmaci, come spiega Lon Schneider della University of Southern California, è importante andare avanti con le ricerche di natura preventiva o con gli approcci non farmacologici. Per curare alcuni sintomi come agitazione e aggressività si è riscontrata una maggior efficacia nell'utilizzare un supporto di tipo psicologico, sociale e ambientale, mentre la stimolazione cognitiva e l'attività fisica migliorano le facoltà cognitive.

Tuesday, 15/08/2017

Bambini, la piccola guida per allontanare le carie salvare i denti
Caramelle, bibite zuccherate e dolciumi. Sono solo alcuni degli alimenti e delle bevande amati dai bambini - ma anche dagli adulti - che possono contribuire allo sviluppo di problemi dei denti e della bocca, dalle carie alle gengiviti. Disturbi fin troppo comuni, visto che ne soffre oltre il 90% della popolazione mondiale. Come spiegano i dentisti, il segreto per una bocca in salute è iniziare a prendersene cura fin da piccoli, mettendo in atto misure preventive già dal primo anno di vita. Un periodo in cui le principali problematiche associate ai denti e alla bocca riguardano l'insorgenza di carie. Ecco le regole d'oro per prevenirle. Le basi della salute orale. I presupposti essenziali di una buona salute orale sono rappresentati da una dieta sana, con contenuto bilanciato di zuccheri, insieme ad una corretta igiene della bocca. Anche alcune caratteristiche individuali - ha spiegato Fausto Fiorile, Presidente dell'Associazione Italiana Odontoiatri (Aio) - come la composizione della saliva, possono contrastare in maniera più o meno efficace l'insorgenza della carie, ma i presupposti citati, cioè dieta sana e igiene della bocca, sono quasi sempre sufficienti nel bambino per mantenere una buona salute di denti e gengive. Ridurre gli zuccheri. Un eccesso di zuccheri non solo aumenta il rischio di carie, ma può contribuire anche al sovrappeso e all'obesità. Rimanendo sul tema dei denti, "una misura fondamentale - ha spiegato Fiorile - nei lattanti e nei bambini piccoli, spesso ancora in fase di dentizione, consiste nell'evitare di edulcorare o di bagnare nel miele il ciuccio e il biberon". Ma anche dopo il primo anno di età è assolutamente da evitare - secondo l'esperto, che è odontoiatra specificamente nell'età pediatrica - l'abitudine di inserire nel biberon o nelle tazze bevande dolci. "Dovrebbero inoltre essere banditi, almeno fino ai tre anni di età, ma possibilmente anche dopo, caramelle, dolciumi e merendine un concentrato di zuccheri aggiunti, che possono diventare veri e propri interruttori della carie". Ad esempio, è preferibile fornire al bambino un frutto intero rispetto a un succo o a una bevanda di frutta, illustra l'odontoiatra: infatti se anche il frutto contiene naturalmente degli zuccheri, i cosiddetti free sugars, questi componenti sono diversi da quelli aggiunti e generalmente sono meno associati all'insorgenza della carie. L'incontro col dentista. La conoscenza fra il piccolo paziente e il dentista rappresenta un momento importante e allo stesso tempo delicato. "Intanto, non dovrebbe avvenire quando il bambino ha già problematiche in atto o dolori ai denti", commenta Fiorile. "L'incontro dovrebbe essere proposto, sia dai genitori che dall'odontoiatra, come un momento divertente e di scoperta. Infatti, quello che spesso può essere fonte di paura o di preoccupazione è la mancanza di conoscenza da parte del bambino dell'ambiente medico e delle apparecchiature utilizzate dal dentista: proprio per questo il piccolo paziente deve poter entrare in contatto in maniera giocosa con lo specialista e con la strumentazione, essendo libero di effettuare una piccola esplorazione, sotto la sorveglianza degli adulti, e ricevere informazioni semplici e adeguate alla sua età. In generale, questo primo incontro può avvenire intorno ai tre anni, o anche prima, magari accompagnando un fratello maggiore al controllo dentistico". Come nasce la carie. Il meccanismo alla base della carie è un attacco acido e anche alcune caratteristiche individuali, legate ad esempio alla composizione della saliva, possono non contrastare adeguatamente l'azione di batteri responsabili della carie. "In pratica alcuni batteri, la cosiddetta placca batterica, provoca la fermentazione degli zuccheri - ha spiegato Nicola Pignatelli, dentista ed ex presidente dell'Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi) - e tale fermentazione degli zuccheri produce acido che 'buca' il dente". Per questo, importanti interruttori della salute orale sono rappresentati da una dieta sana, con contenuto bilanciato di zuccheri, insieme ad una corretta igiene della bocca. Come lavarsi i denti. È bene lavarsi i denti regolarmente, di norma tre volte al giorno, dopo i pasti principali. Anche le modalità di lavaggio sono importanti - prosegue Pignatelli - infatti bisogna utilizzare lo spazzolino come una sorta di scopa per i denti, portando via placca e residui alimentari sia esternamente, sia internamente, sia nella parte masticatoria delle arcate dentali. Lo spazzolino, posto all'attaccatura fra dente e gengiva, deve procedere dall'alto verso il basso nell'arcata superiore e dal basso verso l'alto in quella inferiore.
Fonte
repubblica.it
CHE COS'E? CONTATTI PRIVACY POLICY EZOOBASE BUSINESS LAVORA CON NOI LISTINO PREZZI
Via Oslo, 5 - 00144 Roma - Tel. +39 3332324964
P.Iva: 05906221006 - E-Mail:info@ezoobase.it