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Thursday, 26/01/2012

Cellule staminali, primo test su occhi
Speranze per due donne colpite da maculopatia. Entrambe, cieche per motivi differenti, sono state sottoposte ad una cura sperimentale con cellule staminali embrionali che fa ben sperare gli addetti ai lavori. Pur essendo presto per poter affermare con certezza che esista una vera e propria cura, il ricercatore Knoepfler dell'Università della California ha affermato che i risultati sono comunque incoraggianti. Le donne hanno infatti recuperato parzialmente la vista e l'impianto sulle retine non ha avuto alcun tipo di rigetto. Entrambe le pazienti hanno dunque mostrato dei benefici a quattro mesi dall'operazione, anche se sono ancora considerate cieche dal punto di vista legale. E' la prima volta che tale metodo viene applicato sugli esseri umani e la ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet, voleva proprio testare la sicurezza del trattamento sull'uomo. Ora i ricercatori studieranno i possibili effetti della cura sulla visione centrale dei pazienti. L'occhio si presta particolarmente a questo tipo di sperimentazione perché è un organo che in genere non produce una reazione immunitaria. Prima però di poter affermare che si è vicini ad una possibile cura, occorreranno diversi anni e altri test. Sicuramente la ricerca ha fatto un grande passo in avanti.
Fonte
Vitadidonna.org

Friday, 27/01/2012

Operata per un tumore si scopre che è una cisti. Indagati 19 medici
Le viene diagnosticato un tumore, ma una volta concluso l'intervento i medici rilevano l'errore diagnostico. Nessuna neoplasia al colon, ma una "semplice" cisti alle ovaie con il rischio per l'anziana paziente di non risvegliarsi dopo aver subito un'operazione così delicata. Vittima di questo presunto caso di malasanità in corsia una 81enne di Villa Baldassarri, frazione di Guagnano. Con l'accusa di lesioni colpose risultano indagati 19 medici in servizio tra gli ospedali di Campi Salentina e Copertino. Nella giornata di ieri, il sostituto procuratore Carmen Ruggiero ha conferito una consulenza al medico legale Roberto Vaglio affinchè accerti se gli indagati abbiano tenuto condotte tecnicamente censurabili, tali da provocare lesioni sull'anziana. Il medico, nei prossimi giorni, sottoporrà ad un consulto la donna e successivamente dovrà stilare una relazione. La vicenda risale allo scorso mese di luglio quando le condizioni di salute della signora, cardiopatica secondo quanto denunciato dai suoi familiari, si aggravano tanto da richiedere un ricovero in ospedale. L'anziana raggiunge la struttura ospedaliera di Campi dove viene sottoposta agli esami clinici di routine. La diagnosi dei medici lascia spazio a pochi dubbi: neoplasia al colon. Per questo, secondo la ricostruzione della presunta vittima e dei suoi parenti, viene trasferita presso l'ospedale di Copertino dove viene operata. Dopo aver concluso l'intervento, i medici si accorgono dell'errore commesso dai loro colleghi di Campi: una cisti ovarica sarebbe stata "scambiata" per una grave forma tumorale. La signora viene messa al corrente della presunta leggerezza commessa e insieme ai suoi parenti, decide di sporgere denuncia. A suo dire, il sostituto procuratore Carmen Ruggiero dovrà accertare come sia stato possibile che i medici di Campi Salentina abbiano potuto sbagliare diagnosi e perché i colleghi di Copertino non abbiano effettuato ulteriori esami strumentali prima di sottoporre l'anziana ad un intervento chirurgico così delicato. Tale negligenza, secondo quanto riportato nella denuncia, avrebbe portato l'anziana a subire un'operazione - per asportare una neoformazione cistica - del tutto superflua, a loro dire, considerata l'avanzata età.
Fonte
Lagazzettadelmezzogiorno.it
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Saturday, 28/01/2012

Lo stress da smartphone: è questa l'ossessione dei tempi moderni
Che cos'è lo stress da smartphone? Forse qualcuno se lo sta ancora chiedendo e non sa di esserne affetto. Si tratta di un'ossessione del tutto moderna, che consiste nel controllare in maniera ripetuta e costante il proprio dispositivo tecnologico, per vedere se si riceve un messaggio, un'e-mail o un aggiornamento di stato che riguarda il proprio social network preferito. Il tutto può trasformarsi in un pericolo per la nostra salute mentale. È quanto dicono gli esperti dell'Università di Worcester, i quali hanno presentato uno specifico rapporto sull'argomento. Per giungere a questa conclusione gli studiosi hanno preso in considerazione degli studenti universitari o dei lavoratori pubblici e del commercio, i quali hanno dovuto rispondere a dei questionari e hanno affrontato un test psicometrico, con l'obiettivo di verificare il loro livello di stress. Si è proceduto anche alla messa in atto di un esperimento mediante delle vibrazioni che intendevano riprodurre quelle tipiche del telefonino. In questo modo si è riscontrato che lo smartphone diventa fonte di stress, di ansia e di preoccupazione. L'ossessione spinge gli individui a controllare lo smartphone anche quando non è necessario, creando una sorta di dipendenza virtuale, dalla quale è difficile staccarsi. Secondo gli esperti l'unico modo per riuscire a superare questo problema è abituarsi gradualmente a spegnere il cellulare per qualche tempo nel corso della giornata.
Fonte
Tantasalute.it
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